• Beatrice

Certi luoghi del Gargano trasmettono un fascino particolare... ti avvicinano al divino!!


Tutto parla di misticismo a Monte Sant'Angelo ....

La notte del 29 settembre mi trovai ai piedi delle scale della Cattedrale di Vieste, attratta da luci, e voci che cantavano e pregavano dietro alla porta chiusa della Basilica di Santa Maria Assunta; erano i “Sammicheler”, devoti di San Michele, che dopo aver chiesto la protezione alla Madonna di Merino e aver bussato per tre volte alla porta centrale, partirono in processione, invocando il Principe delle milizie celesti.


Mi uni' a loro e iniziammo a camminare per l'antico sentiero diretti alla sacra grotta, fra campi e pascoli silenziosi, tra ulivi secolari, macchia mediterranea, pini d'Aleppo, lecci, querce e faggi, percorrendo per tutta la notte, la strada dei pellegrini penitenti e oranti, diretti alla Basilica celeste.



Durante il cammino, mentre percorrevamo la valle della carbonara, vidi alla fine del crinale un borgo. Il mio sguardo da subito, fu rapito da un'aura di misticismo.

Davanti a me Matteo, il pastore, che con il suo gregge saliva la valle, al quale gli chiesi in che posto ci trovassimo!! Mi ha risposto: " Benvenuta a Monte Sant’Angelo, centro di fede, storia, cultura e tradizioni, meta di antichi pellegrinaggi, dimora dei Normanni, degli Svevi, degli Angioini, degli Aragonesi, culla di antiche tradizioni, custode delle antiche tracce dei Longobardi..


Conituo' dicendo che Monte Sant’Angelo è una città conosciuta in tutto il mondo per la sua storia religiosa, ed è meta d’obbligo dei pellegrinaggi micaelici. Santi, imperatori, papi, re, crociati diretti alla Terra santa o semplici fedeli giunti fin qui per inginocchiarsi davanti all’altare dell’Arcangelo Michele, per trovare pace e conforto.



Ci sedemmo, per una breve sosta all’ombra di un faggio e facemmo uno spuntino energetico. Matteo condivide con me, l’ostia "chijen" (ripiena), sandwich dolce, fatto da due ostie sottili e ovali, chiuse tra loro e farcite con un croccante a base di mandorle, zucchero e limone, ci aiuterà ad affrontare l’ultima parte della scarpinata per arrivare alla grotta dell’Angelo. Durante il cammino, Matteo mi raccontò la storia delle apparizioni



Un giorno un ricco signore di Siponto faceva pascolare i suoi armenti sulla montagna del Gargano. All’improvviso scomparve il suo più bel toro. Il padrone lo cercò affannosamente, finalmente riuscì a rintracciarlo sulla vetta della montagna, inginocchiato sull’apertura di una spelonca. Preso dall’ira, scoccò una freccia contro l’animale ribelle, ma in modo inspiegabile, anziché colpire il toro, la freccia ferì ad un piede il ricco signore.

Turbato dall’evento, egli si recò dal vescovo, che, dopo aver ascoltato il racconto della straordinaria avventura, ordinò tre giorni di preghiera e di penitenza. Allo scadere del terzo giorno al vescovo apparve l’Arcangelo Michele che così gli parlò: “Io sono l’Arcangelo Michele e sto sempre alla presenza di Dio. La caverna è a me sacra, è una mia scelta; io stesso ne sono il vigile custode… Là dove di spalanca la roccia possono essere perdonati i peccati degli uomini… Quel che sarà qui chiesto nella preghiera sarà esaudito. Và, perciò, sulla montagna e dedica la grotta al culto cristiano.


Finalmente alle prime ore del giorno arrivammo stanchi e affaticati alla meta, e ci accolse la mole severa e maestosa del campanile con la sua altissima torre ottagonale. Varcammo la cancellata di ferro ed entrammo nel santuario.

L’iscrizione sulla lunetta della porta ci ricordò, prima di entrare: “Questo è un luogo impressionante. Qui è la casa di Dio e la porta del cielo”, e ci scosse!!!

Iniziamo a scendere una lunga scalinata scavata nella roccia, che con i suoi 86 gradini ci portò alla suggestiva, misteriosa cavità che è la grotta sacra. Ci fermammo ad osservare i bellissimi portali in bronzo di stile bizantino, raffiguranti scene angeliche. Varcata la soglia ci accolse un'atmosfera particolare, fatta di luci ed ombre, di preghiere e fede profonda, quasi cospirazione e nessuno, anche il non credente poté sottrarsi a questa sensazione irreale di attesa e di mistero. Superato il primo momento di sorpresa gli occhi vennero attratti dalla bianca statua di marmo dell’Arcangelo, invocato in tutti i momenti più importanti nella vita dell’uomo dalla nascita alla morte, lui il vincitore del male, è delegato il compito di guida delle anime dei defunti, lui medico celeste con il compito di curare le infermità degli uomini


Non si può spiegare ciò che si vive col cuore, bisogna viverlo, una volta nella vita, solo cosi potrai raccontarci le tue sensazioni!!!


La statua del Arcangelo San Michele a Monte Sant'Angelo
La statua del Arcangelo San Michele a Monte Sant'Angelo

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